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Hi-Lex Italy, ordini in frenata: annunciata la cassa integrazione

L’azienda ha comunicato ai sindacati una temporanea riduzione delle attività, che potrebbe proseguire fino a gennaio. Ma il premio di risultato ci sarà: circa 300 euro a dipendente. La Fiom Cgil: «La carenza di componenti, legata anche allo sciopero degli autotrasportatori e alle difficoltà produttive di alcuni clienti, porta Hi-Lex a chiedere 13 settimane di cassa integrazione ordinaria e a programmare la chiusura dello stabilimento il 13 e il 20 novembre»

La prospettiva di settimane con meno lavoro apre una fase di incertezza per lo stabilimento Hi-Lex Italy di Chiavari. Nell’incontro con i rappresentanti sindacali dei metalmeccanici, la direzione ha annunciato l’intenzione di avviare la procedura per ricorrere alla cassa integrazione. La riduzione dei volumi, secondo le stime presentate, potrebbe prolungarsi fino a gennaio 2027.

L’azienda collega la frenata agli ostacoli che stanno rallentando le forniture di alcuni clienti europei: la mancanza o il ritardo nella consegna di componenti necessari alla produzione avrebbe ripercussioni sulle commesse destinate allo stabilimento. La direzione ha definito la situazione temporanea e riconducibile a fattori esterni. Al momento non sono stati resi noti né il numero dei dipendenti coinvolti né i dettagli applicativi della misura.

Nel corso della riunione è stato fatto anche il bilancio dell’esercizio chiuso il 30 settembre 2026. Hi-Lex ha riferito di aver centrato importanti obiettivi aziendali; il premio di risultato previsto dall’intesa del 2024 sarà quindi riconosciuto, ma solo in parte, per una cifra stimata in circa 300 euro a lavoratore.

La società sostiene che il ricorso agli ammortizzatori sociali serva a contenere gli effetti della flessione produttiva mantenendo in azienda professionalità e competenze, in vista di una ripresa dei carichi. Il confronto con le organizzazioni sindacali, ha assicurato la direzione, proseguirà mentre saranno valutati gli sviluppi delle forniture e del mercato.

Hi-Lex Italy produce componenti per l’automotive, fra cui alzacristalli e cavi di controllo, nella sede di via San Rufino a Chiavari. È parte della giapponese Hi-Lex Corporation, gruppo fondato nel 1946 e specializzato in sistemi di controllo e componentistica per veicoli. Nel 2025 il gruppo dichiarava oltre 12 mila dipendenti a livello globale.

Aggiornamento: Secondo la Fiom Cgil, la carenza di componenti che sta rallentando le attività di alcuni clienti si è aggravata dopo il legittimo sciopero degli autotrasportatori, con ripercussioni sulle forniture agli stabilimenti Stellantis di Cassino e Pomigliano, già alle prese con difficoltà produttive. A questo quadro si aggiungono il calo dei volumi a Mirafiori, dove viene realizzata la Fiat 500, e lo stop di una settimana deciso da Bmw, che potrebbe prolungarsi per altre due a causa dei problemi di approvvigionamento. Secondo il sindacato, Hi-Lex dovrà chiedere 13 settimane di cassa integrazione ordinaria e ha programmato due giornate di chiusura totale, il 13 e il 20 novembre.

Il sindacato riconosce l’impegno dei lavoratori, che ha contribuito al risultato positivo del bilancio, e continuerà a seguire l’evoluzione della situazione. Sotto osservazione anche la nuova società TSK of Europe GmbH, creata dalla casa madre giapponese per coordinare funzioni e risorse delle sedi europee e valutare la redditività degli stabilimenti di Chiavari, Repubblica Ceca, Ungheria e Serbia. Per la Fiom Cgil, al momento non ci sono segnali preoccupanti, ma la chiusura dello stabilimento Hi-Lex in Spagna richiede attenzione.


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